Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post

martedì 6 maggio 2014

Non chiamatemi Camilla

Piano piano la mia vita da trapiantata in luoghi a me ignoti sta prendendo forma, sempre con calma, che son due anni che viviamo qua.

Non è che io viva all'estero eh, vivo in provincia di Viterbo, ma pur sempre territorio sconosciuto è.

Sono partita dalle cose più importanti, ovviamente. 

Ho trovato l'estetista, la parrucchiera, la toelettatura per Penelope, la palestra, la trattoria salva cena, la pizzeria napoletana doc e soprattutto… IL FRUTTIVENDOLO. 

Nella mia vita fatta di traslochi ho capito che ho impiegato sempre parecchio tempo a trovare lo spacciatore di frutta e verdura fatto apposta per me. Quello che se vede una mela ammaccata guai, quello che le cipolle non le tiene nella retina, quello che non si urta se gli dici che no, il cocomero non lo vuoi intero ma solo metà (e sì, esistono fruttivendoli che mi si sono arrabbiati davanti a cotanto affronto). 
Anche qui ho faticato tanto, pensate che qualche volta mi sono ridotta pure ad acquistare la frutta nei supermercati, ed era così matura che  "Ciao ciao prendi me, scegli me!!!!!!".

Poi sono arrivati loro, quelli della Cooperativa a chilometro zero. Gioia e giubilo, e quando mi sono sentita dire "passa più tardi che la cicoria di campo TE LA PULIAMO NOI" ho capito che sarebbe stato un per sempre.

Un'altra cosa che ho imparato nelle mie lunghe audizioni ai fruttivendoli è che ci restano sempre male quando gli dico che no, non sono vegetariana, ma mangio soltanto frutta e verdura in quantità imbarazzanti e che si offendono veramente se alla domanda: "gli odori li vuole?!" rispondi ancora no. Perché non li usi.
Ti guardano con una faccia a metà tra lo scioccato e l'incredulo, come se avessi detto loro che a casa mia cucina Cita.

Quindi ai miei nuovi cari amici della Cooperativa dico sì, datemeli sti odori, sommergetemi di sedano che me lo congelo e non lo userò mai, riempitemi di carote che…

Eh le carote però le posso usare.


Carrot Cake

300 gr di farina
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
4 uova
200 gr di zucchero di canna
100 gr di nocciole tostate e tritate grossolanamente
300 gr di carote pelate e grattugiate
200 g di olio di semi
estratto di vaniglia
1 cucchiaino di cannella se proprio vi piace


Scaldate il forno statico a 180° ed imburrate e infarinate uno stampo da 22 cm.
In una ciotola mettete la farina setacciata, il lievito, il bicarbonato, il lievito (e la cannella, se vi va!).
In un altro recipiente lavorare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere l'olio a filo e successivamente le nocciole tritate e le carote grattugiate (occhio alle mani…).
Infine unire gli ingredienti secchi, amalgamare per bene e infornate per 30 minuti (fate sempre la prova stuzzicadenti!!!!).


Finito? GIAMMAI. 
Perche questa torta è buonissima, sì. Resta umida all'interno quanto basta. Ma con la copertura che sto per darvi insomma, è la morte sua.



Cream Cheese Frosting

220 gr di Philadelphia
50 gr di burro
100 gr di zucchero a velo

Frullare il formaggio cremoso ed il burro, entrambi a temperatura ambiente, per una quindicina di secondi e successivamente aggiungere lo zucchero a velo, fino ad ottenere un composto liscio.

Coprire la Carrot Cake con il frosting solo quando la torta sarà ormai fredda.









venerdì 17 maggio 2013

La pace dei sensi

La pace dei sensi.

Che, in riferimento a qualcosa realizzato per mio marito, non depone proprio bene, dopo soli quasi cinque anni di matrimonio, quindi spieghiamoci meglio!

Perché lui, che incioccolata e innpancettaaffumicatawetrust, non potevo che realizzare una torta di compleanno che fosse ... la pace dei sensi!

Lui che in piena dieta mi invia foto di dolci prese da Pinterest, screenshot da svenimento da Google immagini, litri di cioccolato artistico da Fancy... Se la meritava proprio!

E dal momento che quando penso ad un signor dolce che abbia come unico protagonista il migliore amico di P. (il cioccolato) mi viene sempre in mente una ed una sola tra le immagini che lui mi spamma.... L'ho fatta. 

Ecco a voi la Devil's Food Cake 

(e per non farci mancare niente, la ricetta base è quella di nientepopodimenoche Nigella)

premessa: se vi serve per una ricorrenza, fatela il giorno prima. E se leggendo le dosi vi dovesse passare per la mente "troppo cioccolato" o troppo zucchero" ... lasciate tutto esattamente così com'è e fidatevi... Specie di una che appena può... zac e zacchete taglia calorie dove meglio capita!

Per la base

100 gr di zucchero di canna fine oppure di zucchero muscovado
250 ml di acqua bollente
50 gr di cacao
225 gr di farina
150 gr di zucchero semolato
125 gr di burro
Due uova
Due cucchiaini di estratto di vaniglia
Mezzo cucchiaino di bicarbonato
Mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Per il frosting (Sbaaaaaaaaaaaav)

30 gr di zucchero di canna fine o di zucchero muscovado
175 gr di burro
125 ml di acqua
300 gr di cioccolato fondente di ottima qualità

Seconda premessa e poi la smetto giuro: Nigella prepara questa torta in due teglie distinte, con diametro 20 cm, mentre io ho usato un'unica teglia da 25 cm con lo stesso impasto.... e alla fine una volta raffreddata l'ho tagliata a metà per ottenere due dischi ;) 

Si inizia dalla base, ovviamente: accendiamo il forno statico a 180° e setacciamo il cacao e metterlo in una ciotola con lo zucchero di canna fine. Mettiamo a scaldare dolcemente l'acqua.
In un altro recipiente lavoriamo per bene il burro con lo zucchero semolato e una volta ottenuta una crema soffice aggiungervi l'estratto di vaniglia. 
In una terza ciotola setacciare la farina, il lievito e il bicarbonato.
Versare l'acqua ormai bollente sul mix di zucchero di canna e cacao e mescolare per bene.
A questo punto lavoriamo la crema di burro realizzata precedentemente con le due uova e gli ingredienti secchi, aggiungendoli alla crema in modo alternato.
Infine aggiungere il cacao sciolto con l'acqua e versare il composto ottenuto in una teglia imburrata e infarinata.
Cuocere in forno caldo per una quarantina di minuti... Ma affidatevi sempre alla prova stuzzicadenti!!!!!!!!!!!!

Una volta cotta, lasciatela raffreddare per bene senza lasciarvi prendere dalla fretta e tagliate la torta a metà soltanto una volta fredda!

Per il frosting invece mettete a scaldare l'acqua in un pentolino, insieme allo zucchero e al burro a pezzettini. Tritate finemente il cioccolato fondente e appena l'acqua inizia a bollire togliete il pentolino dal fuoco e buttate dentro senza esitazioni tutto il cioccolato in un colpo solo. Mescolate di tanto in tanto e lasciate (ancora!) raffreddare il composto a temperatura ambiente. 
Se volete velocizzare la cosa, una volta che il composto avrà raggiunto una temperatura "umana".... fatevi dare una mano dal nostro amico frigorifero ;) giusto una mezzoretta e il frosting prenderà la consistenza giusta!!!

Metà del frosting servirà per farcire la torta al suo interno, ed il resto farà da decorazione: aiutatevi con un coltello a punta tonda per ottenere l'effetto spettinato per la copertura della torta... In fondo io l'ho fatta solo per arrivare a questa fase!!!!!

Piccolo consiglio: io ho gradito tantissimo l'aggiunta di frutti di bosco alla farcia, dona un sapore leggermente aspro che si sposa bene con tutta la cioccolosità della Devil's Food Cake.



Buon compleanno Amoremio ^_^






Approfitto di questa mia ricomparsa per ringraziare infinitamente Cristina del blog Coccole di Dolcezza e la Rigoni di Asiago per avermi assegnato il secondo posto nel contest 



per la mia interpretazione delle tortine paradiso ... 

Piccole grandi soddisfazioni ^_^ 






domenica 24 marzo 2013

Le ricette "Senza"

Io le ho ribattezzate così: "le ricette senza". 

Sono quelle senza cioccolato, senza burro, senza latte, senza lievito, senza farina, senzaGNENTE. 

E quello che mi sono sempre chiesta è: " ma sono 'senza'... Di che diavolo sapranno mai?". 

Questo perchè fortunatamente a parte l'ulcera, i rotolini e la cellulite, Dio mi ha risparmiato da intolleranze alimentari, quindi non mi sono mai effettivamente posta il problema di tagliare via dalla mia alimentazione cose particolari. 
La ricetta di oggi però ha colpito la mia attenzione perchè, oltre ad andare incontro alle esigenze di tanti intolleranti, viene incontro anche alla mia. 

Trattasi di biscottini SENZA burro e senza uova.

Sì, non sono intollerante a nulla. Ma senza uova e senza burro abbattiamo le calorie. 
E quindi si ritorna al mio problema rotolinoso. 

E siamo contenti tutti!

Che se poi ci aggiungiamo che sono velocissimi da fare, ci stanno ancora più simpatici.

Biscottini senza Uova e senza Burro

200 gr di farina oo
50 gr di fecola
50 gr di olio
60 gr di zucchero
80 gr di latte
1 cucchiaino di miele 
1 vanillina
1 pizzico di sale
metà bustina di lievito

(dal forum di cookaround & Misya)


Si impastano tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e si stende la pasta dell'altezza di un cm; si ricavano con delle formine i biscotti e si infornano per otto minuti circa a 180°, forno statico già caldo.

Volendo proprio farci del male, si possono anche realizzare biscotti ripieni con marmellata o Nutella, basterà mettere una puntina di una delle due al centro di un biscotto crudo e coprirla con un secondo biscotto crudo.... e poi cuocere!!!! Ma poi decade il buon proposito anti rotolino, sappiatelo!

Partendo poi da questa ricetta base date spazio alla vostra fantasia, sostituite la fecola con la farina di riso, con quella di kamut o con metà farina di cocco!!!!!!



Sono o non sono deliziosi????




domenica 20 gennaio 2013

E bravo Salvatore!

Avevo bisogno di un dolce leggero, di uno che non avevo mai realizzato e che chiudesse bene la cena che avevo preparato per degli amici ieri sera. 
Che fosse però un "colpo sicuro" .
Quindi non ho potuto fare altro che affidarmi ad un Maestro, Salvatore De Riso.
... E al gusto di P., che per ciascun giorno passato a Capri questa estate ha rischiato il collasso diabetico mangiando con qualsiasi pretesto -fosse colazione, pranzo, merendina e cena- le piccole capresine al limone da Buonocore.





Caprese al Limone di Salvatore De Riso


100 gr di olio extra vergine d'oliva
120 gr di zucchero a velo
200 gr di mandorle spellate
180 gr di cioccolato bianco
  30 gr di scorzette di limone candite (che io non ho messo)
1/2 baccello di vaniglia
un limone Costa d' Amalfi (ehm... Salvatore perdonami ma i miei erano di Viterbo e ne ho usati tre ;) )
250 gr di uova intere 
  60 gr di zucchero (ma anche 40...)
  50 gr di fecola di patate
  5 gr di lievito per dolci

Fermi tutti: non facciamoci prendere dal panico se non riusciamo a trovare le mandorle spellate. Basterà mettere a bollire un pò d'acqua, tuffarle per un minuto e la pellicina si toglierà in un attimo!

Tritare le mandorle con lo zucchero a velo e i semi della vaniglia. 
Grattugiare con attenzione il cioccolato bianco (attenzione per le vostre dita, non per il cioccolato!) e la scorza di tre limoni
A parte montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero semolato fino ad ottenere un composto schiumoso e ben montato. 
Se anche voi come me uscite fuori da un trasloco megagalattico, e nella scatola dello sbattitore avete trovato il motore ma non le fruste... Non abbattetevi. Accendete il Bimby,   cinque minuti a 37 gradi velocità quattro, con la farfalla. E poi disperatevi riguardo la perdita delle fruste, chissàdovecacchiosonofinite.
Aggiungete alle miscela di mandorle e zucchero a velo il cioccolato bianco grattugiato, le scorzette di limone candite finemente tritate (che io NON ho messo), la scorza grattugiata dei limoni e la fecola di patate con il lievito setacciati. 
Accendete il forno statico a 200°. 

Fatto?
...Fatelo ora che poi ve ne dimenticate :)

Aggiungere l'olio di oliva e infine, aiutandovi con una spatola, le uova montate. Se il composto dovesse smontarsi non disperate, Salvatore ha detto di stare tranquille. Fate finta di niente e andate avanti come se nulla fosse.
Imburrare e infarinare con la fecola di patate uno stampo da 22 cm; versare il composto e cuocere per i primi cinque minuti a 200° (l'avete acceso il forno, vero?) e poi abbassare la temperatura a 160° e lasciare in cottura per altri 45 minuti.
Non vi agitate se la superficie del dolce scurisce subito nei primi minuti di cottura, è tutto nella norma... Fate come prima, ignorate l'istinto di aprire il forno e correre in soccorso della Caprese.
A cottura ultimata, lasciate raffreddare il dolce nello stampo e sformarlo solo quando sarà tiepido. 

Lasciatelo riposare qualche ora prima di servirlo, prenderà la giusta consistenza e vi darà grande soddisfazione... Proprio come la Caprese di Buonocore.





domenica 1 luglio 2012

A fuoco ... Spento!

Non temete, sono sempre qua. 
E cucino, anche. 
Solo che non fotografo!
Mi mancano tutti i miei bei piattini, le alzatine, i vassoietti, le posate strane... 
Accidenti, tutto impacchettato, senza ricordare bene DOVE (Se mi sentite, state beneeeee?!?!).


E non mi sembra corretto trattare gli ultimi dolci in modo diverso dagli altri, si chiama par condicio :)


Quindi, ho pensato di preparare qualcos'altro... Che non necessitasse di impiattamento e soprattutto... Di fornelli!!!


Nel giorno in cui Caronte è venuto a farci visita, gli ho presentato un bel Ghiacciolo alla Fragolina di Bosco & Menta, tiè.


(E ringrazio infinitamente Daniele per avermi indirizzato, anche alle 8 del mattino, di domenica!)




Ghiaccioli Fragoline di Bosco & Menta (dosi per quattro ghiaccioli)


50gr di zucchero
125ml di acqua
Succo di mezzo limone
8 Foglioline di menta
100gr di fragoline di bosco


Quattro stampini per ghiaccioli (o, in alternativa, quattro bicchieri in plastica & quattro stecchi!)


Lavare  le fragoline e tamponarle con moooooolta delicatezza. Portare a bollore l'acqua in un pentolino e lasciarvi sciogliere lo zucchero. 
Una volta raffreddato lo sciroppo, unite le fragoline, il succo del mezzo limone e la menta, e frullate tutto con un minipimer.


Versate tutto negli stampini e ponete in freezer per almeno quattro ore






Il risultato?






(io ve l'avevo detto che ero senza stoviglie decenti!!!! E comunque.... Sembra proprio esserle piaciuto!)





domenica 15 aprile 2012

... Dovevamo essere delle crêpes

Eh sì, in principio dovevamo essere delle crêpes. 
Anzi no. 
In principio doveva essere semplicemente la merenda di P., un po' di Nutella sulla torta all'arancia che avevo preparato ieri sera.


E da lì il salto è stato breve: 


Nutella -----> Crêpes -----> Perché no, Pancakes!!!!


Lo spunto a complicarmi la vita in una pigrosissima domenica un pò assolata e un po' no, è stato il post di Ritroviamoci in Cucina, un blog che seguo molto volentieri, in cui le ricette e le foto sono una gran fonte di ispirazione (e di fame&acquolina, ma vabbè!).




Per 15 Pancakes


2 uova
50 gr di zucchero semolato
100 gr di olio di semi
200 gr di farina 00
un cucchiaino di lievito
300 ml di acqua


Montare a neve ferma gli albumi e a parte setacciare farina e lievito.
In un altro recipiente battere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso; aggiungere poi l'olio, la farina e il lievito setacciati ed infine l'acqua.

Mettete da parte le fruste elettriche e unite gli albumi montati a neve con l'aiuto di una spatola, con movimenti dall'alto verso il basso, per non smontare il composto.

A questo punto ungete con del burro una padella antiaderente (io ho usato quella in ghisa) e mettete sul fuoco; una volta calda versate tre cucchiai di composto al centro della padella: per ottenere dei pancakes rotondeggianti cercate di versare il composto sempre al centro, l'impasto si allargherà solo soletto a formare un bel cerchio che vi darà un'enorme soddisfazione!
Sarà ora di girarli quando vedrete delle bollicine d'aria salire in superficie: aiutatevi con una paletta e ZAC, con un movimento deciso girate la vostra frittellina!

Attenzione alla vivacità della fiamma perché si rischia in un attimo di far abbronzare troppo i pancakes! Io li ho cotti sul fornello grande, mantenendomi però con la fiamma al minimo ;)

Una volta cotti, lasciateli riposare su una grata, e non in una scatola, in modo che i pancakes possano prendere aria senza afflosciarsi a causa dell'umidità che rilascerebbero se "soffocati" su un piatto, ad esempio.






Quando finalmente tutto l'impasto sarà finito, procedete a formare una bella pila di pancakes sul vostro piatto e cospargetela di tutto ciò che vi rende felici!!!! Che sia Miele, Sciroppo d'acero, Zucchero a velo, Marmellata o Nutella!!!!


















giovedì 12 aprile 2012

La torta di mele di Nonna Papera

Lo sapevo io che avevo il destino segnato...
Certo che, a ricordarmelo prima, mi sarei risparmiata anni, anni e anni (e anni, ma vabbè) sui libri di chimica... 
L'altro giorno mi è tornato in mente come un flash, il mio primo libro di ricette... O meglio, il libro di ricette di NonnaPapera. E di quel libro coloratissimo dalla copertina morbida, due sono le ricette che ricordo ancora.

E una di queste è lei, la torta di mele di Nonna Papera.
(rivista e rivisitata in chiave: abbattiamo le calorie)

Torta di mele


3 mele golden (o quante ne volete... nel mio stampo, ad esempio,ne basta una bella grandicella!!!)

3 uova

100 gr di zucchero

200 gr di farina

1 bicchiere d’olio d’arachidi

1 bicchiere di acqua

1 bustina lievito vanigliato





Accendete per prima cosa il forno statico a 180°; sbucciate poi le mele e fatele a fettine sottili (come ho già detto, avrete bisogno di tante fettine quante ne riesca a contenere il fondo del vostro stampo... io ho usato uno stampo da 22 ed una sola mela!) ... Per evitare che anneriscano, annaffiatele con del succo di limone ;)
Imburrate una teglia e rivestitela con carta forno.
Setacciare a parte farina e lievito e in un altro recipiente montare a neve gli albumi.
In una ciotola battere i tuorli con lo zucchero, aggiungere l'olio e poi la farina ed il lievito setacciati, fino ad ottenere un impasto liscio.
Infine, con l'aiuto di una spatola, incorporare i bianchi montati a neve con movimenti dall'alto verso il basso.

Foderate il fondo della teglia con le mele tagliate a spicchi sottili e una volta coperta tutta la superficie, versatevi sopra tutto l'impasto.

Infornate a forno caldo per mezz'ora ... O almeno fino a quando la vostra casa non sarà profumatissima e avrete fatto una prova stuzzicadenti soddisfacente ^_^

Fate raffreddare la torta nello stampo e soltanto dopo sformatela e capovolgetela su un piatto da portata, in questo modo le mele che avevamo messo sul fondo faranno bella figura sulla nostra torta.

Spolverizzare con lo zucchero a velo e godetevi  una fetta di questa torta senza tempo.








mercoledì 11 aprile 2012

La colazione Morbida

Cercavo un dolce da colazione (ma due fette biscottate come la gente normale no?, direte voi. ehm.... no!), che fosse veloce, semplice e soprattutto leggero.

Un gruppo che seguo su facebook (Le ricette di Misya) si è rivelato un calderone di idee, e tra le tante, questa è stata la torta che più mi ha fatto venire l'acquolina alla bocca.

Torta morbida all'arancia 

2 uova
100 gr di zucchero
50 ml di olio extravergine d'oliva
200 gr di farina 
1 bustina di lievito
il succo e la scorza di 2 arance medie

Accendere il forno statico a 180°.
Montare a neve gli albumi.
In un recipiente a parte, sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere l'olio, il succo e la scorza grattugiata delle arance.
Setacciare la farina con il lievito ed unirlo al recipiente contenente i tuorli&Co. fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Incorporare infine gli albumi, con movimenti dall'alto verso il basso con l'aiuto di una spatola, in modo da far incorporare aria all'impasto, senza smontare gli albumi a neve.
Foderare con carta forno uno stampo da 22 cm ed infornare nel forno caldo per 30 minuti.
Mi raccomando, ogni forno ha le sue abitudini!!! Fate sempre la prova stuzzicadenti!!!!!!

Al termine della cottura, lasciate riposare la torta per 10 minuti a forno spento. Infine, una volta fredda, spolverizzate a piacere con dello zucchero a velo.


Non fatevi ingannare dalla foto... Sembra morbida. Ma in realtà lo è molto di più!!!!!!


ps: Grazie a Stefania per la sua ricetta!


domenica 1 aprile 2012

Ritorno alle origini

Avevo iniziato proprio con loro, due mesi fa. E non vedo proprio perchè, dopo aver perfezionato IL cupcake perfetto, io non debba riproporlo ^_^ 
Sì, perchè con questa ricettina, con o senza frosting, vengono fuori dei dolcetti semplici, rapidi e buonissimi. E promesso, non la cambio più.


Per 12 cupcakes alla vaniglia (aridaje)


180 gr di farina
100 gr di zucchero
180 gr di burro morbido
3 uova
1/2 cucchiaino di lievito
3 gr di estratto di vaniglia (o una stecca di vaniglia)
70 gr di latte





Setacciate in una ciotola la farina ed il lievito ed accendete il forno statico a 180°.
Lavorare con le fruste in un altro recipiente  il burro ammorbidito con lo zucchero e la vaniglia; una volta formata una crema soffice aggiungere una alla volta le uova, alternandole alla farina setacciata.
Infine aggiungere il latte amalgamando bene.
Imburrare ed infarinare uno stampo da muffin (oppure come faccio io, mettere direttamente i pirottini di carta nello stampo!) e riempire le formine per metà.
Infornare in forno caldo e lasciar cuocere per 15-20 minuti ... Occhio al forno e fate sempre la prova dello stuzzicadenti!!!!


Nel caso in cui vogliate decorare con pasta di zucchero o un frosting, è importante lasciar raffreddare completamente i cupcakes!






Chocolate Fudge Frosting
(liberamente presa da joyofbaking.com, e adattata al made in Italy da Me ;) )




120 gr di cioccolato fondente
130 gr di burro morbido
140 gr di zucchero a velo setacciato







Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.
In una ciotola lavorare con le fruste il burro ammorbidito fino ad ottenere una crema; aggiungere lo zucchero a velo setacciato e continuare a lavorare per un paio di minuti.
Infine aggiungere poco a poco io cioccolato a temperatura ambiente, aumentando pian piano l'intensità dello sbattitore, fino ad ottenere un composto lucido e liscio.









Quando i cupcakes saranno ben freddi, decorateli con il frosting, aiutandovi con una sac à poche con bocchetta a stella oppure con un coltello a punta tonda.


















Con questa ricetta partecipo ai contest 







domenica 4 marzo 2012

CocaCola Cake. Sì, avete letto bene.

La prima reazione: "Con la coca cooooooola?!?!"
La seconda: "E che sapore ha?!"
La terza: "Si si, sarà pure buona ma...."


Brutta cosa la diffidenza. 


Perché la quarta reazione, dopo il primo morso, è quella di due occhi spalancati di stupore e goduria, un misto tra morbidezza e cioccolatosità che, onestamente, non ti aspetti da un dolce a base di Coca Cola.


Nelle altre ricette che ho postato su questo blog effettivamente ho fatto di peggio ... Ho mescolato latte e limone, ho usato "una cosa che si chiama" panna acida ... 


Che male avrebbe potuto farmi provare ad impastare un altro dolce? 


"Segui le tue passioni", mi dice sempre P.. 
Così ho messo sul tavolo tutti gli ingredienti, con la guest star dell'occasione: una lattina di Coca Cola.


Ah, un consiglio, di quelli che si imparano sul campo: mai, mai, mai, mai, mai e poi mai far montare lo stampo a cerniera da tuo marito. Potrebbe piangere impasto durante la cottura (lo stampo, non tuo marito!!!!!!).

CocaCola Cake


200 gr di burro
200 gr di Coca Cola
220 gr di farina 00
50 g di cacao amaro in polvere
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Una punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio
100 gr di zucchero semolato
2 uova intere
175 gr di latte intero
50 gr di panna liquida fresca
3 cucchiaini di essenza di vaniglia

Imburrare uno stampo (il mio era uno stampo a cerniera da 24 cm) e rivestire il fondo ed i bordi con della carta forno. In una ciotola setacciare la farina, il cacao amaro, il lievito ed il bicarbonato; infine aggiungere lo zucchero.
Tagliare a cubetti il burro e farlo sciogliere a fuoco lento in una casseruola; quando il burro avrà iniziato a fondere aggiungere la CocaCola, senza però portare ad ebollizione il composto.
Togliere dal fuoco, far intiepidire leggermente ed aggiungere il latte, la panna e la vaniglia.
Accendere il forno statico a 175°.
In una ciotolina sbattere in maniera sommaria le due uova ed aggiungerle al recipiente contenente gli ingredienti secchi setacciati all'inizio. Lavorare il composto con un cucchiaio ed infine aggiungere a filo il composto liquido, fino ad ottenere un impasto cremoso.
Versare nello stampo ed infornare a forno caldo per 45 minuti.
Non dimenticate MAI di fare la prova dello stuzzicadenti!

Una volta cotto, il doce va lasciato raffreddare nello stampo e va sformato solo quando è completamente freddo.

Siccome ci vogliamo fare violentemente del male, ho preparato anche la glassa da far colare sulla torta una volta fredda... A mio parere è buona anche senza copertura, ma Pinella ce l'ha messa, e io certo non potevo esimermi. 

Dovere morale, sì. 
Ed io ce l'ho altissimo, si sa.

Glassa di cioccolato

140 gr di cioccolato al 50-60%
70 gr di cioccolato al 70%
200 gr di panna liquida fresca
15 gr di sciroppo di glucosio
15 gr di burro

Su un tagliere sminuzzare il cioccolato in scaglie e farlo fondere in una casseruola.

In un altro pentolino far bollire la panna, aggiungere lo sciroppo di glucosio, assicurandovi che si sciolga completamente. Versare il liquido caldo sul cioccolato in 3 volte, lavorando con una spatola con movimenti dal centro verso l'esterno.
Aggiungere infine il burro.
Se la glassa dovesse diventare troppo fredda ed indurirsi, basterà scaldare per qualche secondo al microonde o a bagnomaria.

Se anche voi come me non disponete di una fighissima griglia da pasticcere (se avete visto "La finestra di fronte" sapete a cosa mi riferisco!), fate come ho fatto io (ecco una puntata di "Piccoli ingegneri in cucina crescono"): rivestite di carta forno la leccarda nera del forno e adagiateci sopra la griglia del forno. 
Voilà. 
Sformate la torta dallo stampo, sistematela sulla griglia e fate colare la glassa al cioccolato sulla torta, facendola scendere a filo esattamente sul centro della torta.
Io ho preferito non assottigliare lo strato di glassa con una spatola, ed ho lasciato che colasse da sola dal centro verso i bordi; la copertura è venuta un pochino doppia effettivamente, ma era molto scenografica e ... Buonissima!!!!!!
 Altrimenti potete lavorarla con una spatola, e recuperare la glassa in eccesso sulla carta forno con cui avevamo rivestito la leccarda.





Io e la CocaCola Cake potremmo a questo punto essere diventate compagne per la vita. 

Vatti a fidare ^_^







giovedì 1 marzo 2012

Angel Cake. E non aggiungo altro.

Questi food blog, food forum, food site, food qualsiasicosa... Sono un guaio!!!


Per carità, a volte ti salvano la vita,  come quando non ricordi esattamente la temperatura del forno da impostare quando c'è da cuocere la pizza: due paroline e Google e ti mette davanti ad una quantità imbarazzante di risposte...
Che poi alla fine ci si  dimentica sempre PER QUALE REALE RAGIONE ci si sia messi davanti al pc ... beh, quella è un'altra storia e la conosciamo bene tutti!


Comunque, dicevo, sono un guaio.


Essssssì.


Perché prima o poi (capiterà, fidatevi!) spunta sempre qualcosa di cui tu eri completamente all'oscuro.


E che devi (ovviamente) provare a cucinare!


Un dolce, una salsa, una copertura, una marmellata oppure perfino uno stampo: senza di essi riesci a condurre una vita normale finchè non te ne spunta uno su un forum.


Ed è a quel punto che prendi tuo marito (Santissimo P.)  e vai alla ricerca di quell'ingrediente o di quella teglia (che non avevi mai sentito nominare prima di allora); con fare esperto entri in tutti quei negozi per professionisti, dolcerie e pasticcerie finchè non LO trovi.


Ecco, questo è quello che più o meno è successo con l'Angel Cake.
Un dolce che fa venire un sospiro sofficioso soltanto a guardarne le foto; che sa di relax, di piumoni, di freddo, di scioglievolezza, di thè al pomeriggio e di coccole.
E che ovviamente è americano.
E richiede uno stampo speciale (vedi il Santissimo P. di cui sopra).


Nota da principiante: non andate in paranoia se leggendo la ricetta troverete accessori che non possedete (termometro per gli albumi, planetaria, lo stampo stesso....). 
Non ce li ho nemmeno io e la torta è venuta bene ugualmente!




Angel Cake


5 gr di cremor tartaro*
150 gr di farina
un pizzico di sale
480 gr di albumi (sono circa 12 uova grandi)
1 bustina di vanillina
150 gr di zucchero**


*calmacalmacalma: altro non è che una polvere lievitante che si trova nelle farmacie e nei supermercati ^_^


** la ricetta originale diceva 250 gr di zucchero. Mi sembravano tantissimi, ed in effetti già con 150 gr si ottiene un giusto grado di dolcezza.





Scaldare gli albumi a bagnomaria fino ad arrivare a 45°, mescolandoli delicatamente con una frusta; in
alternativa basta utilizzare degli albumi a temperatura ambiente.

Versate gli albumi in una planetaria (calma, di nuovo. Uno sbattitore elettrico fa la sua bella figura ugualmente) e sbatteteli con le fruste; quando inizieranno a prendere consistenza e a diventare bianchi aggiungete il cremor tartaro setacciato. Dopo aver lavorato il composto per altri 3-4 minuti aggiungere in tre volte la vanillina e lo zucchero ma in tre volte. Amalgamare per bene.

Dopo aver setacciato la farina ed il sale, aggiungere lentamente gli ingredienti secchi nel composto con gli albumi, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto, lasciando incorporare aria senza smontare l'impasto.

Accendere il forno statico a 180°.

Se possedete lo stampo adatto per l'angel cake, non sarà necessario imburrarlo e basterà versare l'impasto direttamente nella teglia (lo so, state leggendo con fare sospetto, ma fidatevi, non servirà imburrare!).

Se invece ne siete sprovviste, non preoccupatevi, la torta verrà bene anche in uno stampo per ciambelle o a cerniera; in questo caso però sarà meglio imburrare la teglia e foderatelo con carta forno.



Infornare per circa 40 minuti, e prima di sfornare ricordate sempre di fare la prova dello stuzzicadenti ^_^

Una volta raffreddata, spolverizzare con zucchero a velo. Qualcuno la serve con la crema pasticcerà, con la nutella, con la frutta fresca... Ma vi assicuro, è buona anche così, nature!


Seguendo la ricetta trovata su internet, in cui si consigliava di sformare immediatamente la torta dallo stampo, ho notato un deprimente abbassamento della torta :/

Non ho ben capito perché venga consigliata questa procedura, dal momento che l'angel cake necessita proprio di questo stampo particolare dotato di tre piedini: in questo modo (accidenti a mmmmme mi sono documentata DOPO) una volta fuori dal forno lo stampo va rovesciato (con ancora la torta all'interno!) fino a raffreddamento completato.

In questo modo si evita la depressione del dolce ( e della cuoca).


Tuttavia è un dolce che dà tantissima soddisfazione, perché è semplice da fare, veloce e ...

Ipocalorica
(una fetta da 50 gr -tanta roba davvero, dal momento che la Angel Cake è una piuma- sono circa un centinaio di calorie).


(State già andando a cercare lo stampo, eh?! ^_^)
















sabato 18 febbraio 2012

Orange Yogurt Loaf ecceteraeccetera.. sì vabbè, è un plumcake arancia e yogurt!

Ogni tanto, anche in casa mia, finiscono i dolci per poter fare colazione. 
E finiscono con una rapidità tale che consumo quantità di burro e uova che nemmeno la Bauli.
Questa rapidità di sparizione mi estenua... Dopo ciambelloni, muffin, crostate & company la fantasia inizia veramente a scemare. 

Mi era rimasto sono lo stampo da plumcake da battezzare; così mi sono armata di pc e tanta pazienza per trovare una ricetta che mi stuzzicasse ... e l'ho trovata qui.

Plumcake Soffice Arancia & Yogurt


225 gr di farina  
2 cucchiaini di lievito per dolci
1/2  cucchiaino raso di sale
80 gr di zucchero
2 yogurt bianchi (io ho usato uno yogurt greco e un po' di Muller magro, tanto per bilanciare ;) )
3 uova
1/2  cucchiaino di estratto di vaniglia
La scorza di 2 arance biologiche
70 gr di olio di semi

Foderare uno stampo per plumcake con la carta forno bagnata e strizzata... E mettetelo da parte.
Preriscaldare il forno statico a 170°.
In un recipiente battete le uova con lo zucchero, lo yogurt, la scorza di arancia, l’estratto di vaniglia e l’olio.
Aggiungere poco per volta la farina setacciata e il lievito e amalgamate bene con un cucchiaio di legno.
Versate l’impasto nello stampo foderato in precedenza e infornate per 50 minuti (mi raccomando, nel dubbio 
fate sempre la prova dello stuzzicadenti!!!). 

Sformate dallo stampo e una volta raffreddato spolverizzare con zucchero a velo (cosa che io non ho fatto!)

E... Buona colazione (almeno per domani o dopodomani, se abitate anche voi con un uomo vorace!)